La propaganda anti-Italia

Uno dei personaggi che più apprezzo nel panorama politico, ma più in generale nel panorama intellettuale italiano, è senza dubbio Alberto Bagnai, oggi senatore eletto con la Lega. In realtà ascoltavo con piacere i suoi interventi in occasione di vari convegni già da parecchio tempo, il più delle volte durante incontri organizzati per trattare il tema dell’uscita dall’euro.

Ma non è dell’euro che mi interessa parlare, anche perché in fondo Bagnai, come egli stesso ammette tranquillamente durante i dibattiti, preferisce affrontare altre tematiche, in quanto a suo avviso parlare dell’euro è poco interessante. La moneta non funziona, ormai c’è una vastissima letteratura scientifica sul tema, discorso chiuso. Non a caso, ad ogni intervento, Bagnai tocca tanta altre questioni molto più importanti. I suoi ragionamenti ci costringono a riflettere sul tema della democrazia oggi, su cosa sia rimasto di questo sistema di governo, sulla nostra Nazione, sul dibattito intellettuale italiano.

Oggi vorrei fare un accenno molto breve ad un tema che Bagnai ha sempre cercato di sollevare all’interno del dibattito, ovvero la continua propaganda che prosegue da anni su giornali e televisioni, da parte di una folta schiera di giornalisti e intellettuali, che consiste nel buttare fango su tutto ciò che riguarda l’Italia e gli italiani in generale.

Il tema mi tocca particolarmente in quanto residente da circa due anni all’estero, nella fattispecie in Spagna. E ricordo che la prima volta che ascoltai le parole di Bagnai pensai: “ah lo vedi che allora è vero, non era solo una mia impressione! Finalmente qualcuno che lo dice chiaramente!”.

Il collegamento con il mio vissuto personale sta nel fatto che, quando vivi all’estero, poco a poco inizia a venir fuori, almeno nel mio caso, quella sorta di patriottismo buono, sano e positivo, che in buona sostanza si era poco a poco spento. Ricordo che mi bastò andare per qualche giorno a Roma dopo circa un anno di residenza a Barcellona, per provare delle sensazioni molto particolari. Mi sentivo quasi come se fossi un turista e l’idea di essere atterrato a Roma, una cosa vissuta già moltissime volte e sempre con assoluta indifferenza, era diventato di colpo qualcosa di incredibilmente emozionante. Ricordo che era come se percepissi l’esaltazione dei gruppi di turisti presenti nell’aereo, e i pensieri che frullavano nella mia testa spaziavano dal “cioè la capitale d’Italia è Roma, è ancora qui con tutta la sua storia e la sua leggenda, rendiamoci conto” al “siamo nel cuore della storia dell’Occidente”. Si mescolavano esaltazione e brividi di orgoglio, di orgoglio nazionale, un orgoglio che vivendo in Italia era completamento scomparso.

E allora ecco che il discorso di Bagnai si incastra perfettamente con il mio vissuto, perché è la verità. Quando vai a vivere all’estero, passi fondamentalmente due fasi, almeno nella mia esperienza: la prima è un senso di rabbia iniziale condita dall’esaltazione causata dal nuovo, in quanto fondamentalmente ti ritrovi in un posto dove in linea di massima tutto funziona meglio rispetto all’Italia. Passi dunque i primi tempi ad esaltare l’organizzazione del Paese estero in cui ti trovi e a paragonarla con la situazione disastrosa del Paese da cui vieni. Ad un certo punto però, una volta abituato al nuovo scenario, poco a poco inizia ad uscire fuori un sentimento di recupero della tua identità che passa inevitabilmente dal recupero della tua cultura. E immediatamente l’Italia passa da Paese della disorganizzazione a Paese dell’arte, della tradizione culinaria, dei paesaggi straordinari, di personaggi illustri, di marchi di prestigio, della lingua studiata in tutto il mondo, la culla dell’Impero Romano e della cultura greca. Quella bandiera verde bianca e rossa assume una forza straordinaria, ti senti parte di una storia unica, anche con tutti i mali del caso.

Ora, si potrebbe pensare che tutto ciò possa derivare da una semplice e banale nostalgia, ma a me personalmente sembra riduttivo. La verità è che, in Italia, un certo ambiente culturale, grazie anche ad una forte presenza mediatica, ha creato un clima tetro, di sfiducia e soprattutto di linciaggio nei confronti della Nazione. Una narrazione che prosegue senza sosta e che giorno dopo giorno ci ricorda che gli italiani sono tutti corrotti, che in Italia siamo ladri, che siamo ignoranti, mentre all’estero invece sono degli illuminati e la corruzione non esiste; ci bombardano con l’idea di una Nazione debole, senza speranza, senza punti da cui partire, che deve solo accettare l’idea di essere un paesello inutile in mezzo alle grandi realtà mondiali e che quindi è giusto così, bisogna solo farsene una ragione. Ed è per questo che quando uno straniero, magari un tedesco, ci dice “Italiani tutti corrotti”, noi invece di rispondere “perché invece da te no magari? Vogliamo parlare della Volkswagen, come eravate onesti e limpidi?”, rispondiamo “si si è vero, eh che ci possiamo fare? Voi siete più bravi”. Questo è il risultato di questo vento intellettuale che da decenni ormai attraversa l’Italia e ci ha ridotto in questo stato di colpevolezza per cui ci sentiamo inferiori rispetto a tutti gli altri popoli europei, come se in fondo ci meritassimo la situazione che vive il nostro Paese.

Ecco, non è solo nostalgia, è il distacco totale da questa narrazione nefasta, un distacco assoluto da questo vento di vergogna che soffia sull’Italia. Una separazione che poco a poco porta i suoi frutti e ti fa riscoprire la grandezza del tuo Paese e l’orgoglio di esserne parte, nel bene e nel male.

Annunci

Un pensiero riguardo “La propaganda anti-Italia

  1. E si, l’auto razzismo la fa da padrone. Ci sono molti italiani “travestiti” da tedeschi, inglesi, magari da americani… Ma il loro paese al suono di casta, cricca, corruzione, inefficienza,… gli sta proprio stretto. La classe politica e i media propagandano queste idee, tante mezze verità però spesso nascondono devastanti menzogne

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...